MULTE, SONO VALIDE QUELLE DEGLI AUSILIARI SE…

Gli ausiliari del traffico che siano anche dipendenti comunali possono multare gli
automobilisti anche al di fuori delle strisce blu. Lo ha stabilito la Seconda Sezione
Civile della Corte di Cassazione annullando una sentenza del Giudice di Pace di
Civitavecchia che aveva annullato la multa fatta per divieto di sosta ad un automobilista
da un ausiliario del traffico, in una strada che non era stata data in concessione
come area di parcheggio ad una società privata, motivando che l’ausiliario aveva
elevato la contravvenzione in una zona non inclusa nel capitolato per la gestione dei
parcheggi comunali. Contro la sentenza il Comune di Civitavecchia aveva proposto
ricorso in Cassazione sostenendo che i dipendenti comunali che rivestano la qualifica
di ausiliari del traffico possono elevare contravvenzioni anche al di fuori delle
aree oggetto di concessione.
La Suprema Corte, accogliendo il ricorso a cassando la sentenza con rinvio al
Giudice di Pace per un nuovo esame, ha affermato che le funzioni di verifica della
sosta possono essere delegate agli ispettori della aziende di trasporto pubblico
urbano, ai lavoratori della società concessionaria di un’area destinata a parcheggio
e ai dipendenti comunali, ma mentre i primi due hanno poteri limitati al territorio
assegnato, i dipendenti del Comune possono elevare multe per divieto di sosta in
qualsiasi zona. Sotto il profilo normativo, va ricordato che la legge 127/97, art. 17,
ha stabilito che i comuni possono, con provvedimento del Sindaco, conferire funzioni
di prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti
comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto
di concessione, e la legge 488/99, all’articolo 68, comma 1, ha successivamente
chiarito che la legge numero 127 del 1997, articolo 17, commi 132 e 133, si interpretano
nel senso che il conferimento delle funzioni di prevenzione e accertamento
delle violazioni ivi previste comprende i poteri di contestazione immediata nonché di
redazione e di sottoscrizione del verbale di accertamento con l’efficacia di cui agli
artt. 2699 e 2700 del codice civile. Da ciò può desumersi che il legislatore, in presenza
ed in funzione di particolari esigenze del traffico cittadino, tra cui sono da ritenere
comprese le problematiche connesse alle aree da riservare a parcheggio a
pagamento, ha stabilito, con le norme citate, che determinate funzioni, obiettivamente
pubbliche, possano essere eccezionalmente svolte anche da soggetti privati,
i quali abbiano una particolare investitura,da parte della pubblica amministrazione,
in relazione al servizio svolto, in considerazione della progressiva rilevanza dei
problemi delle soste e parcheggi: tale conclusione trova ulteriore conferma nel fatto
che il legislatore, conscio di tale natura delle dettate disposizioni, ha avuto cura di
puntualizzare che le funzioni esperibili, per i dipendenti delle imprese che gestiscono
pubblici parcheggi, riguardano soltanto le violazioni in materia di sosta e limitatamente
alle aree oggetto di concessione, poiché la attribuzioni di esse è ritenuta
strumentale rispetto allo scopo di garantire la funzionalità dei parcheggi, che concorre
a ridurre, se non ad evitare, il problema, sempre più pressante, della circolazione
nei centri abitati. Il legislatore, nel disciplinare tale delicata materia, che estende
a soggetti non. compresi tra quelli ai quali tali funzioni sono istituzionalmente attribuite,
le suddette funzioni, ha pertanto delimitato con rigore il senso di tale attribuzione, precisando come la competenza delegata ai dipendenti della concessionaria
siano limitate alle violazioni in materia di sosta dei veicoli commesse nelle aree
comunali oggetto di concessione e specificamente destinate al parcheggio, previo
pagamento di ticket, potendosi estendere anche alle aree poste a servizio di
quelle a pagamento, immediatamente limitrofe, se ed in quanto precludano la funzionalità
del parcheggio stesso. In base a tali principi la Cassazione aveva già stabilito
che: “Le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate
con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio
alla funzionalità delle aree distinte come sopra precisato, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree
adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell’area oggetto di concessione
(ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu)” (sentenza
5621/2009). Con la sentenza viene chiarito il raggio di azione dei cosiddetti “vigilini”:
se sono dipendenti comunali, non sono soggetti ai limiti costituiti dalla aree in
concessione e possono multare gli automobilisti in qualsiasi zona del Comune.

DI MARINAPACE

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