SE L’AEREO TARDA, SI HA DIRITTO AL RIMBORSO SE…

La perdita di tempo subita dai passeggeri del traffico aereo in caso di ritardo prolungato di un volo è un danno analogo alla cancellazione. In un caso e nell’altro si ha dunque diritto alle medesime forme di compensazione pecuniaria da parte del vettore aereo prescelto. È quanto afferma una sentenza della Corte di Giustizia europea, chiamata ad interpretare il regolamento CE n. 261/2004, che istituisce norme comuni in materia di compensazione e assistenza ai passeggeri nei casi di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato. La sentenza risponde in via pregiudiziale a due ricorsi simili promossi da
passeggeri che avevano appreso la cancellazione dei propri voli al momento della registrazione in aeroporto. Gli stessi, pur avendo accettato l’imbarco su dei voli sostitutivi, erano però giunti a destinazione con forte ritardo: 22 e 25 ore. Le compagnie aeree coinvolte hanno però rifiutato di corrispondere loro la compensazione forfettaria prevista dal regolamento comunitario. In primo luogo, sostenendo che i voli originariamente
programmati non erano stati cancellati, bensì ritardati. In pratica, sostenendo un’interpretazione letterale del regolamento laddove si prevede il diritto alla compensazione solo in caso di cancellazione del volo. Inoltre, le compagnie facevano valere che l’arrivo ritardato dei voli era imputabile a inconvenienti tecnici dell’aeromobile, i quali rientrano nella nozione di “circostanze eccezionali” esentandole parimenti dall’obbligo
di versare una compensazione pecuniaria. I giudici europei hanno subito chiarito due aspetti in via di principio. La sola durata del ritardo, per quanto considerevole, non basta per poter considerare un volo cancellato. È tuttavia chiaro che se la compagnia aerea provvede, dopo l’orario di partenza previsto, al trasporto dei passeggeri su un volo
sostitutivo, quello originariamente prenotato può essere considerato come cancellato. La sentenza riconosce che il regolamento non contiene una definizione “ritardo del volo”, tuttavia si sottolinea che non possono essere elusi gli scopi generali perseguiti dalla normativa: quelli di garantire una elevata protezione ai passeggeri degli aerei, a prescindere da dal fatto che si trovino in una situazione di imbarco negato, cancellazione
o ritardo del volo. Agli effetti pratici ne consegue che laddove il volo è cancellato a breve termine, anche questi passeggeri hanno diritto alla compensazione pecuniaria, purché giungano a destinazione con almeno tre ore di ritardo rispetto all’orario di arrivo inizialmente previsto (in alcuni casi l’importo della compensazione può essere ridotto
del 50 per cento). Il ritardo non comporta tuttavia il diritto alla compensazione pecuniaria se la compagnia aerea può dimostrare che era dovuto a circostanze eccezionali. La sentenza precisa che un impedimento tecnico occorso ad un aeromobile non può essere riconosciuto
come una circostanza eccezionale, a meno che derivi da eventi che, per la loro natura o origine, siano estranei al normale esercizio dell’attività della compagnia aerea e sfuggano al suo effettivo controllo.

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